Insurrezione nazionale, aprile 1945 — due documenti del CLNAI: «Arrendersi o perire!» (19 aprile) e Direttive per l'insurrezione nazionale n. 1 (21 aprile)
인물루이지 론고, 베니토 무솔리니 용어북부 이탈리아 민족해방위원회, 총파업, 유엔 사건이탈리아 전선과 무솔리니의 몰락
Arrendersi o perire! — Proclama del CLNAI e del Comando generale del Corpo Volontari della Libertà (19 aprile 1945)
La battaglia finale contro la Germania hitleriana volge a passi rapidi e sicuri verso il trionfo definitivo delle potenze alleate dei popoli democratici. La cricca hitleriana e fascista sente venire la propria fine e vuol trascinare nella rovina estrema le ultime forze che le restano e, con esse, il popolo e la nazione. È una lotta inutile ormai per i nazifascisti, è un suicidio collettivo. Una sola via di scampo e di salvezza resta ancora a quanti hanno tradito la patria, servito i tedeschi, sostenuto il fascismo: abbassare le armi, consegnarle alle formazioni patriottiche, arrendersi al Comitato di liberazione nazionale.
Arrendersi o perire!
È l’intimazione che deve essere fatta a tutte le forze nazifasciste, a quelle tedesche come a quelle italiane, a quelle volontarie fasciste come a quelle coscritte del cosiddetto esercito repubblicano. Sia ben chiaro per tutti che chi non si arrende sarà sterminato. Sia ben chiaro per i componenti delle forze armate del cosiddetto governo fascista repubblicano che chi sarà colto con le armi in mano sarà fucilato.
Solo chi abbandona oggi, subito, prima che sia troppo tardi, volontariamente, le file del tradimento, solo chi si arrende al Comitato di Liberazione Nazionale, consegna le armi – quante armi può – ai patrioti avrà salva la vita, se non si sarà macchiato personalmente di più gravi delitti.
Il Comitato di Liberazione Nazionale e le formazioni armate del Corpo dei Volontari della Libertà non accettano e non accetteranno mai – in armonia con le decisioni dei capi responsabili delle Nazioni Unite – altra forma di resa dei nazifascisti che non sia la resa incondizionata. Che nessuno possa dire che, sull’orlo della tomba, non è stato avvertito e non gli è stata offerta un’estrema ed ultima via di salvezza.
Direttive per l'insurrezione nazionale n. 1 — Ai Cln, ai comitati di agitazione, agli operai, ai tecnici, agli impiegati (21 aprile 1945)
Ai Cln, ai comitati di agitazione, agli operai, ai tecnici, agli impiegati:
Direttive per l'insurrezione nazionale, n. 1, 21 aprile 1945
Ad integrazione dei compiti militari previsti per le formazioni del Corpo volontari della libertà, il pieno successo dell'insurrezione nazionale che deve liberare le nostre terre dall'oppressione e dal saccheggio nazifascista richiede l'attiva e cosciente partecipazione di tutte le popolazioni delle città e delle campagne. Dei compiti di una particolare importanza spettano in questo campo alla massa degli operai, dei tecnici, degli impiegati, concentrati nei maggiori stabilimenti industriali. Perché tali compiti possano essere assolti con la massima efficienza, è necessario che tutti si attengano alle presenti direttive del Comitato di liberazione nazionale, ed a quelle che verranno successivamente impartite.
Alla proclamazione dello sciopero insurrezionale, gli operai, gli impiegati, i tecnici, i lavoratori tutti dovranno portarsi tutti, ognuno al proprio stabilimento, alla propria officina, al proprio cantiere o ufficio.
Gli stabilimenti rappresentano il centro di mobilitazione e la fortezza dell'insurrezione nazionale. E' dalle fabbriche, dai cantieri, dalle officine che le squadre dei lavoratori, dei patrioti partiranno per dare man forte ai Gap, alle Sap, ai partigiani per ingrossare le file dei combattenti, per occupare i punti più importanti della città, per scacciare dai loro nidi di resistenza i nazifascisti.
Evidentemente, i lavoratori non si lasceranno assediare all'interno dello stabilimento, non se ne staranno quieti nelle officine, in posizione attesista e semplicemente difensiva. Ma essi, alla proclamazione dello sciopero insurrezionale debbono recarsi compatti alle loro fabbriche, nelle officine e negli uffici pubblici [poste, telegrafi, telefoni, centrali elettriche, gas, ecc.] per difendere gli impianti e impedirne la distruzione da parte del nemico.
Bisogna fare di tutto per salvare le nostre macchine, i nostri impianti produttivi e di pubblica utilità, il nostro patrimonio industriale. I nazifascisti prima di andarsene, tenteranno di distruggere tutto, per ridurci alla fame, alla miseria, per creare il disastro economico. Ogni lavoratore sa che se le nostre macchine, se le nostre fabbriche andranno distrutte, sarà per noi e per il nostro paese la disoccupazione, la miseria, la fame. E' dovere di ogni patriota lottare per salvare le nostre industrie, le nostre macchine, lottare per impedire le distruzioni progettate dai criminali nazifascisti.
Ecco perché i lavoratori, alla proclamazione dello sciopero insurrezionale, debbono recarsi in massa negli stabilimenti nei quali lavorano. Il personale dirigente delle aziende e il personale di guardia degli stabilimenti sono tenuti a facilitare ed a proteggere in tutti i modi questo concentramento delle maestranze, che ha per unico scopo l'ordinata mobilitazione delle masse, nell'insurrezione nazionale, e come primo obbiettivo la difesa degli stabilimenti stessi.
E' nelle fabbriche che si formeranno le squadre dei patrioti, che si assicurerà il loro armamento; è dalle fabbriche che partiranno le squadre di assalto dei patrioti che andranno ad unirsi alle formazioni militari già combattenti.
Nelle fabbriche sarà più facile organizzare tanto la difesa che l'attacco, perché nelle fabbriche saranno riunite migliaia di operai. Le direttive, le parole d'ordine potranno essere rapidamente trasmesse, in pochi minuti, a migliaia di lavoratori.
Rapidamente sarà possibile, partendo dalle officine, scagliare sui punti decisivi della città, la forza decisiva degli operai, dei lavoratori, dei patrioti.
E' necessario che fin da oggi un orientamento in questo senso venga impartito ai lavoratori attraverso i comitati di agitazione, a mezzo di volantini e di direttive orali. Occorre che d'altra parte i comitati di agitazione prendano sin d'ora le misure organizzative necessarie ad assicurare l'ordinato inquadramento delle maestranze ai fini della difesa degli stabilimenti e della lotta insurrezionale. Bisogna evitare che al momento della proclamazione dello sciopero insurrezionale le maestranze restino assenti dalla lotta, o che, prive di direttive, si rechino disordinatamente e spontaneamente, senza ordine e disciplina, nei diversi quartieri della città. La massa dei patrioti resterebbe così divisa ed il nemico conserverebbe maggiori possibilità di resistenza ed anche di difesa.
Per utilizzare al massimo le nostre forze, le dobbiamo innanzi tutto concentrare, riunire, organizzare, assicurarne l'armamento e la disciplina, il collegamento con le formazioni armate del Corpo dei volontari della libertà. Il che significa che le fabbriche devono essere il punto di concentramento, la base, la fortezza dell'insurrezione nazionale nelle città.
La presente direttiva vale, s'intende, come direttiva generale, per la grande massa degli operai, dei tecnici, dei lavoratori tutti, che seguiranno d'altronde nei dettagli dell'azione le direttive particolareggiate specifiche che impartirà loro il Comando militare della piazza.
Tutti coloro invece [operai, impiegati, tecnici, ecc.] che già fanno parte di formazioni militari patriottiche [Gap, Sap, ecc.] al momento della proclamazione dello sciopero insurrezionale si concentreranno nei punti che verranno loro indicati dai rispettivi comandi della formazione militare di cui fanno parte. Si recheranno in officina se il loro comando avrà dato ordini di andare in officina, si recheranno invece in qualsiasi altro luogo o posto della città se tale sarà l'ordine ricevuto.